Quali sono i 4 profili di coppie di genitori?
Il test incrocia due domande: il legame è forte o allentato? La pressione è bassa o alta? Ne derivano quattro profili.
La squadra affiatata
Il legame tiene, la pressione resta gestibile.
Il legame è solido e la pressione resta gestibile. Queste coppie tengono del tempo in due, si parlano d’altro che di organizzazione e si dividono il carico.
Cosa aiuta: mantenere i vostri rituali, anche nelle settimane che traboccano.
Complici sotto pressione
Il legame tiene, ma il carico trabocca.
Il legame è solido, ma la stanchezza, il carico mentale o i disaccordi pesano molto. La coppia tiene, ed è questo che le permette di farcela.
Cosa aiuta: alleggerire il carico, con turni e compiti delegati, senza sacrificare i momenti in due.
I coinquilini efficienti
La casa gira, la coppia viene dopo.
La vita di famiglia è ben organizzata, ma il legame si è allentato: meno tempo in due, meno tenerezza, conversazioni soprattutto logistiche.
Cosa aiuta: piccoli momenti regolari, senza schermi né logistica, e gesti di tenerezza.
In piena tempesta
Tanta pressione, e il legame ne soffre.
La pressione è forte e il legame si è indebolito: stanchezza, tensioni e pochi momenti in due. Non è né un fallimento né una fatalità.
Cosa aiuta: alleggerire prima la pressione, accettare aiuto, e parlarne con un professionista se dura.
Quando parlarne con un professionista?
Questo sito non dà consigli medici. Ma alcuni segnali meritano di essere condivisi con un professionista, per l’uno come per l’altro genitore:
- La tristezza, l’ansia o la stanchezza durano e prendono tutto lo spazio.
- I litigi diventano quotidiani o feriscono, oppure non riuscite più a parlarvi.
- Uno dei due ha paura dell’altro.
A chi rivolgersi: l’ostetrica o il medico che vi segue, il pediatra, il consultorio familiare della vostra ASL, uno psicologo.
Il consultorio familiare segue la coppia anche dopo il parto: controlli, sostegno all’allattamento, colloqui con lo psicologo, anche in coppia. Gran parte dei servizi è gratuita e in genere non serve l’impegnativa del medico.
In un momento di forte disagio, Telefono Amico Italia ascolta ogni giorno allo 02 2327 2327.
In caso di violenza nella coppia, il 1522 risponde gratis e in forma anonima, 24 ore su 24, anche in chat. In caso di pericolo immediato, chiamate il 112.
Le vostre domande
Come capire se la nostra coppia sta bene da quando è arrivato il bambino?
Alcune domande aiutano a vederci chiaro: avete ancora del tempo solo per voi due? Vi parlate d’altro che di organizzazione? Il carico è diviso? I disaccordi si risolvono? Il test passa in rassegna tutto questo in due minuti, e vi dà piste concrete.
Questo test è una diagnosi?
No. È un punto della situazione per dare un nome a ciò che vivete, non una valutazione psicologica o medica. Se la tristezza, la stanchezza o i litigi durano, parlatene con un professionista: ostetrica, medico, consultorio familiare o psicologo.
Si può fare il test in due?
Sì. Ognuno può farlo per conto suo, poi confrontate i vostri profili. Le differenze tra le vostre risposte sono spesso un buon punto di partenza per parlarne.
Il test va bene se aspettiamo un bambino?
Sì. Il percorso «gravidanza» parla dei preparativi, della stanchezza, della vita in tre e della divisione dei compiti. È un buon momento per fare il punto, prima che le notti si accorcino.
Cosa fare se la nostra coppia è «in piena tempesta»?
Prima di tutto, alleggerire la pressione: dormire a turno, accettare l’aiuto dei familiari, rimandare ciò che si può. Poi, ricreare piccoli momenti in due, anche brevi. E se la situazione dura, fatevi aiutare. In caso di violenza nella coppia, il 1522 risponde 24 ore su 24, gratis e in forma anonima.
Quanto dura il test?
Circa due minuti: una domanda sulla vostra fase, poi otto situazioni quotidiane.
Gli studi citati
- Doss, Rhoades, Stanley e Markman (2009), «The Effect of the Transition to Parenthood on Relationship Quality: An 8-Year Prospective Study», Journal of Personality and Social Psychology
- Shapiro, Gottman e Carrère (2000), «The baby and the marriage», Journal of Family Psychology, presentato dall’Università di Washington
- Istat (2026), «Tempi di lavoro e disuguaglianze di genere in Italia, anni 2003-2023», indagine Uso del tempo
Come funziona?
Perché questi temi? Perché la ricerca li collega al modo in cui una coppia attraversa l’arrivo di un figlio. Subito dopo una prima nascita, la qualità della relazione cala in media, nelle madri come nei padri (Doss et al., 2009). E all’Università di Washington, la soddisfazione delle madri teneva meglio quando il partner restava affettuoso e attento a ciò che vivevano (Shapiro, Gottman e Carrère, 2000).
Sul carico, l’Istat mostra che nelle coppie con figli in cui lavorano entrambi il 69,6% del lavoro familiare ricade sulle donne. Il test non misura niente di clinico: vi aiuta a dare un nome a ciò che vivete.