Coppia e figli

Niente voglia da quando è nato il bambino? Ritrovare l’intimità, al proprio ritmo

Meno desiderio dopo una nascita è molto comune, nelle madri come nei padri: la stanchezza, il corpo che si riprende, un bambino in braccio tutto il giorno. Non esiste un momento giusto uguale per tutti per ricominciare: è quando siete pronti tutti e due. Nel frattempo, la tenerezza tiene vivo il legame.

Perché il desiderio si eclissa dopo il parto?

Non un motivo solo, ma una pila. Queste frasi potrebbero firmarle molti neogenitori:

  • «Dormo in piedi.»La stanchezza passa prima di tutto il resto, desiderio compreso.
  • «Sono stata toccata tutto il giorno.»Dopo ore con il bambino in braccio, a volte si ha bisogno che il proprio corpo sia solo proprio.
  • «Non riconosco il mio corpo.»Un corpo che si riprende, che è cambiato, e che non si ha per forza voglia di mostrare.
  • «Ho paura di sentire dolore.»Un timore frequente, da confidare all’ostetrica o al medico invece di tenerlo per sé.
  • «Il bambino dorme in camera nostra.»Difficile sentirsi soli al mondo con un pubblico di sei chili.
  • «E se non mi desiderassi più?»Anche nell’altro genitore il dubbio si insinua in fretta.

Uno studio canadese su 239 coppie di neogenitori l’ha misurato: le preoccupazioni sulla sessualità sono molto frequenti dopo una nascita, nelle madri come nei padri, e più sono numerose o pesanti, meno la coppia è soddisfatta (Schlagintweit, Bailey e Rosen, 2016). Da qui l’interesse a parlarne.

Quando riprendere i rapporti dopo il parto?

Per la salute, è l’ostetrica o il medico che vi segue a poter dire a che punto è il corpo, in particolare al controllo dopo il parto. Per la coppia, non esiste una data normale: quella giusta è quando ne avete voglia tutti e due.

Un grande studio australiano che ha seguito 1.507 donne dopo il primo parto l’ha mostrato: a sei settimane, meno della metà (41%) aveva provato ad avere un rapporto. Erano il 78% a tre mesi e il 94% a sei mesi (McDonald e Brown, 2013). Prendersi il proprio tempo è la norma.

Prima la tenerezza

Tra «niente» e «tutto» c’è un mondo intero. Nello studio dell’Università di Washington sulle coppie diventate genitori, l’affetto quotidiano era tra ciò che proteggeva la coppia. Gesti che non aspettano niente in cambio, e che rassicurano l’altro:

  • L’abbraccio che non chiede nienteDitelo, se serve: «solo un abbraccio». Toglie la pressione a tutti e due.
  • Il massaggio alle spalleCinque minuti, senza secondi fini. A turno.
  • La mano tenutaSul divano, camminando, al momento di addormentarsi.
  • Il complimento che non parla del bambinoSu uno sguardo, un modo di ridere, un vestito.
  • Addormentarsi abbracciatiCinque minuti a cucchiaio, prima che uno dei due si addormenti.
  • L’appuntamento senza obblighiUna serata solo per voi due, senza dover «concludere».

Un’idea di tenerezza per stasera →

Parlarne senza ferirsi

Il silenzio è spesso il vero problema: uno non osa chiedere, l’altro non osa dire di no, e ognuno immagina il peggio. Qualche frase che apre la porta:

  • «Non sei tu: in questo periodo sono a pezzi.»Per dire di no senza chiudere la porta.
  • «Ti desidero, anche se stasera non ne ho voglia.»Per separare l’altro dalla stanchezza del momento.
  • «Un abbraccio, e basta, ti va?»Per ritrovare il contatto senza pressione.
  • «Mi manchi.»Due parole che rassicurano più di un lungo discorso.

Desideri che non arrivano nello stesso momento sono normali, e si vivono con umorismo e pazienza. Ciò che fa più male, spesso, sono il silenzio e i rimproveri.

Quando parlarne con un professionista?

Questo sito non dà consigli medici. Ma alcuni segnali meritano di essere condivisi con un professionista, per l’uno come per l’altro genitore:

  • La tristezza, l’ansia o la stanchezza durano e prendono tutto lo spazio.
  • I litigi diventano quotidiani o feriscono, oppure non riuscite più a parlarvi.
  • Uno dei due ha paura dell’altro.

A chi rivolgersi: l’ostetrica o il medico che vi segue, il pediatra, il consultorio familiare della vostra ASL, uno psicologo.

Il consultorio familiare segue la coppia anche dopo il parto: controlli, sostegno all’allattamento, colloqui con lo psicologo, anche in coppia. Gran parte dei servizi è gratuita e in genere non serve l’impegnativa del medico.

In un momento di forte disagio, Telefono Amico Italia ascolta ogni giorno allo 02 2327 2327.

In caso di violenza nella coppia, il 1522 risponde gratis e in forma anonima, 24 ore su 24, anche in chat. In caso di pericolo immediato, chiamate il 112.

Le vostre domande

È normale non avere più voglia dopo il parto?

Sì, è molto comune, nelle madri come nei padri. La stanchezza, il corpo che si riprende e il bambino onnipresente fanno passare il desiderio in secondo piano. Il più delle volte ritorna con il tempo, il sonno e la tenerezza. Se il calo del desiderio vi pesa o dura, parlatene con l’ostetrica o con il medico.

Quando si possono riprendere i rapporti dopo il parto?

Non esiste una data normale: è quando siete pronti tutti e due, nel corpo e nella testa. L’ostetrica o il medico possono dirvi a che punto è il corpo, in particolare al controllo dopo il parto. In uno studio australiano, meno della metà delle donne aveva ripreso sei settimane dopo il primo parto.

Quanto dura il calo del desiderio dopo il parto?

Non c’è una durata tipica: qualche settimana per alcuni, diversi mesi per altri, spesso al ritmo del sonno che ritorna. Prendersi il proprio tempo è la norma. Se non torna niente e vi pesa, l’ostetrica, il medico o un sessuologo possono aiutarvi.

Il mio partner non ha più voglia da quando è nato il bambino, cosa fare?

Evitate di prenderla sul personale: la stanchezza e gli stravolgimenti della vita da genitori contano molto, nelle madri come nei padri. Parlatene in un momento calmo, senza rimproveri, e puntate sulla tenerezza senza aspettative. Se la situazione dura e vi pesa, il consultorio familiare può aiutarvi a parlarne.

Come mantenere l’intimità quando il bambino dorme in camera nostra?

Spostando l’intimità invece di aspettarla: il divano, il riposino del weekend, un momento in cui il bambino dorme altrove. E allargando ciò che chiamate intimità: un massaggio, un lungo abbraccio, addormentarsi abbracciati.

Anche i padri possono perdere il desiderio dopo una nascita?

Sì. In uno studio canadese su 239 coppie, le preoccupazioni sulla sessualità erano molto frequenti nei padri come nelle madri, con un effetto sulla soddisfazione di coppia da entrambe le parti. Stanchezza, nuovo ruolo, desideri che non coincidono più: anche i padri attraversano un grande cambiamento.

Gli studi citati